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Che cos'è la Teologia della Liberazione?

La teologia della Liberazione

Istruzione su alcuni aspetti della "Teologia della Liberazione" - Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede

Negli ultimi tempi, complici anche alcune prese di posizione esplicite (fatte di gesti e parole) del nuovo Papa, si è tornati a parlare di Teologia della Liberazione. Ma che cos’è?

Dobbiamo partire da una prima chiarificazione: la Teologia della Liberazione è teologia ma non è solo teologia. È riflessione critica di carattere teologico e insieme fenomeno ecclesiale, cioè di Chiesa e per la Chiesa.

Non è un’ennesima “teologia del genitivo” (così sono chiamate le teologie che affrontano un argomento specifico alla luce della Rivelazione e con l’aiuto della ragione: teologia della croce, teologia del corpo, della cultura, della secolarizzazione, della storia, della speranza…), non propone un nuovo tema, ma un nuovo modo di fare teologia, a partire dalla prassi di comunità impegnate nel percorso di liberazione e sulla prassi di queste comunità.

In questo senso essa è un “atto secondo”, ovvero “viene dopo”, dove il “prima” è l’esperienza di fede, è la militanza nelle lotte di liberazione, è l’insieme di pratiche dirette a cambiare la realtà, a trasformare rapporti di dipendenza e di dominazione in rapporti di giustizia e libertà.

Per capire la Teologia della Liberazione bisogna pensare al contesto nel quale si sviluppa, quello dell’America Latina, la quale vive una dipendenza che non è un semplice ritardo nello sviluppo colmabile attraverso un sistema organico di aiuti da parte dei paesi sviluppati, ma è uno squilibrio strutturale prodotto proprio dallo sviluppo di quei paesi. Una situazione che ha fatto sì che intere masse di popolazione vivano in condizioni di estrema povertà e ingiustizia.

Ecco la necessità della liberazione, che si pone come liberazione integrale, totale: di carattere interiore (come liberazione dal “peccato personale”) e  di carattere storico (come liberazione dall’attuale situazione economica, sociale, politica e culturale: quello che si può chiamare “peccato sociale”).

La Teologia della Liberazione nasce proprio dall’indignazione di fronte a questo scandalo della povertà.

La sua è una scelta precisa, un’opzione politica (a fianco degli oppressi), etica (riguarda la domanda sul bene e sul male, sul come vivere una vita buona) ed evangelica (è motivata dal vangelo, in particolare dal passo di Matteo al cap. 25).

Essa cerca dunque di leggere la realtà a partire dai poveri e nell’interesse per la liberazione dei poveri, gli “assenti della storia”, visti però non solo o non tanto come oggetto, quanto come soggetto storico di un processo di liberazione popolare.

Per fare ciò, la Teologia della Liberazione utilizza tre mediazioni:

  • socio-analitica: utilizza le scienze dell’uomo e della società (questa è una novità! La teologia ha sempre utilizzato e privilegiato uno strumentario filosofico), in particolare l’analisi dialettica;
  • ermeneutica: interpreta la Scrittura non in astratto ma a partire da una determinata situazione politico-sociale, rimette in movimento il circolo interpretativo che dalla situazione concreta fa emergere degli interrogativi, con i quali si pone in ascolto della Rivelazione, la Rivelazione illumina la situazione concreta, e via così in circolo;
  • pratico-pastorale: prende in considerazione azioni pastorali che aiutino il cammino degli oppressi.

Dove nacquero i problemi che portarono a vedere con sospetto questa teologia, soprattutto nella gerarchia ecclesiastica (è nota la perplessità di papa Giovanni Paolo II, che pure poi ne riconobbe il ruolo “buono, utile e necessario”)? Essa venne accusata da una parte di assumere l’analisi marxista della società, col rischio di ideologizzare la fede cristiana, e dall’altra di favorire la formazione di una chiesa parallela, una “chiesa popolare”, opposta a quella ufficiale rappresentata dai vescovi.

La lenta riabilitazione di questa teologia cui oggi assistiamo dovrà sicuramente passare attraverso uno sforzo di verità e chiarezza rispetto a questi due aspetti.

 

Esponenti e testi

Gustavo Gutierrez, Teologia della liberazione, 1971 (fu la prima trattazione sistematica)

Hugo Assmann, Teologia a partire dalla prassi della liberazione, 1973

Leonardo Boff, Gesù Cristo Liberatore, 1972

 

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Ultima modifica ilMercoledì, 02 Ottobre 2013 16:42
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.




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