banner header
Log in

Destino o vocazione?

Destino o Vocazione

La vocazione dell'uomo

Catechismo della Chiesa Cattolica 1699ss.

Di', ce l'hai un sogno? Io il mio l’ho cercato in modo folle e disperato, perché sentivo che c’era qualcosa, qualcosa di grande che mi si agitava dentro. Io volevo che la mia vita fosse un dono. E volevo che questo dono fosse per i giovani. Anni di animazione in parrocchia, anni di studio che mi sembravano così sterili, e poi questa strada che si è aperta: essere insegnante. Destino? 

Io non credo nel destino, la Chiesa non parla di destino nel senso che uno è “predestinato” a fare una determinata cosa perché “così è scritto” (saremmo delle marionette, o degli attori che mettono in scena un copione). Credo però, con la Chiesa, nella “vocazione”: ciascuno è chiamato a realizzare un progetto di felicità piena che sta scritto nel suo cuore da Dio. Come lo farà, è compito suo.

È come un seme nascosto nella terra, va cercato e coltivato. Come lo si cerca? Ascoltando il cuore. Guardandosi dentro con sincerità e riconoscendo i doni che abbiamo (le nostre predisposizioni e attitudini, le nostre capacità, le nostre risorse… quelli che il vangelo chiama talenti). Scoprendo ciò che ci fa sentire felici, profondamente e veramente felici.

È strano sentir parlare di sogni, oggi come oggi. Chi ne parla viene preso in giro perché “bisogna tenere i piedi per terra”, “bisogna essere concreti” (mi viene in mente la battuta del film Sister act, in cui la mamma dice alla figlia appassionata di canto: “cantare non mette il pane sulla tavola!”). È strano e bellissimo. E ti dico: sì, bisogna credere nei sogni. Soprattutto oggi, in questo mondo povero di ideali, spesso superficiale, appiattito sul presente, incapace di guardare al futuro. Un mondo in cui non ci sono certezze, in cui nessun percorso garantisce di raggiungere una meta com’era fino a qualche anno fa. Bisogna credere nei sogni. È così che si coltiva quel seme, dandogli aria, luce, acqua, proteggendolo dalle intemperie (perché ogni sogno vero ha i suoi ostacoli da superare).

Ispirati a chi un sogno ce l’ha e l’ha realizzato (guarda i santi!). Ma non copiare nessuno. Ogni seme ha la sua storia! Il tuo sogno non dev’essere la (brutta) copia di un altro…

Abbi fede. La fede è un grande motore. Non credo che Martin Luther King, per citare un personaggio che ha fatto la storia, avrebbe fatto quello che ha fatto senza la sua fede, che lo aiutava a guardare oltre, ad affrontare anche il dolore e la sconfitta, e a non disperare mai. Chi crede trova in Dio la forza di impegnarsi per costruire qualcosa di grande anche quando tutto sembra dire che è inutile, che non vale la pena. E sente che Dio crede profondamente in lui. Non ti inganni quando senti questa presenza. Una presenza che resta discreta, perché Dio nulla toglie all’uomo, nulla fa al posto dell’uomo, che Egli ama con cuore di Padre. A Dio importa solo la tua felicità. È il suo sogno.

 

Ultima modifica ilMartedì, 16 Luglio 2013 13:21
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.

2 commenti

  • Simone
    Simone Mercoledì, 24 Luglio 2013 20:35 Link al commento

    Grazie per le belle parole Irene, grazie perché mi stanno aiutando a non sentirmi più una mosca bianca in questo mondo materialista e con i piedi per terra...

  • Irene
    Irene Venerdì, 26 Luglio 2013 17:14 Link al commento

    I piedi per terra non ci stanno male, se il cuore è saldamente ancorato in cielo... parola di don Bosco, sognatore... coi piedi per terra! Ciao Simone, auguri per il tuo sogno e grazie per il tuo apprezzamento!




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?