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Perchè la Croce

Il ruolo della Croce nel piano salvifico di Dio

«Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!».
Mt, 27, 40

"Salvati se sei chi dici di essere". Obiettivamente mi sembra un' affermazione più che comprensibile. Gesù aveva passato tutta la sua vita a dire che era il figlio di Dio, girava a compiere miracoli, radunava folle e metteva costantemente in crisi la legge ebraica scontrandosi con i capi dei sacerdoti e gli scribi, che erano considerati la massima autorità religiosa del tempo. Tutto dava da pensare che la Profezia sul bambino che sarebbe diventato "il Re dei Re", si fosse avverata.
Israele si aspettava un Salvatore, un uomo potente e santo. Uno che li avrebbe liberati, con la forza della spada, dalla tirannia romana e difesi dai popoli circostanti che premevano ai confini. Eppure il Cristo aveva in mente un piano di salvezza radicalmente differente.
La domanda è.. come può Dio salvare me, se non ha salvato se stesso da una morte atroce? E che Dio è uno che si lascia crocifiggere? Perché non si è nemmeno difeso? Immagino le vostre perplessità nel porvi queste domande perché apparentemente non si trova una risposta esauriente.
Ciò che da la possibilità nel riversare fiducia in un Dio del genere, è perché ha vissuto le mie stesse situazioni di vita, ha gioito ed amato, ha sofferto ed è stato tradito. Direi che il mio Dio mi ha amato talmente tanto che non si è voluto salvare, non ha voluto preservare la propria vita, ma si è fatto uccidere, perché da un lato fosse chiaro che nella vita le "croci" non le possiamo evitare, non le possiamo abbattere, ma si devono affrontare, e Lui mi ha mostrato come farlo, dandomi l'esempio con la propria vita; dall'altro, la sua morte fuori-schema, mi dimostra come comportarsi davanti la sofferenza, sceglierla condividendola col Padre celeste per la Gloria di Dio. Difatti, alcuno Spirito Santo sarebbe potuto scendere "ad insegnare tutto", se Gesù fosse rimasto vivo.
Gesù ci ha fornito gli strumenti necessari per vivere i momenti più delicati della nostra esperienza terrena. Ci ha insegnato come Amare, come Spezzarsi per un'altra persona, come vivere la Sofferenza e per chi morire.
E poi, che Dio sarebbe un Dio che sta lassù e che non sa nulla di come sia la vita reale? Sicuramente non potrebbe capire i miei stati d'animo, la mia gioia o la mia tristezza, non potrebbe mai aiutarmi se sono in difficoltà perché lui non potrebbe sapere cosa voglia dire la parola difficoltà.
Credo che tutti dovremmo avere bene in mente questo concetto quando pensiamo a Dio: lui è morto per me, come un buon amico che tenta di aiutarti condividendo le tue sofferenze, come una madre o un padre che amano il proprio bambino, come uno sposo che ama la propria sposa, così Dio ha amato te.
La cosa meravigliosa è che continua ad amarti anche oggi con lo stesso amore di 2000 anni fa, perché continua a tracciarti un cammino per indicarti come vivere una vita piena non solo affrontando le tue croci quotidiane, ma come poterle vincere, non lasciando loro la possibilità di sopraffarti.

Ultima modifica ilVenerdì, 31 Maggio 2013 15:15
Glenda Grasselli

Sono laureata in Scienze dell'Educazione all'Università degli studi di perugia. Attualmente frequento l'Istituto Teologico di Assisi e lavoro come educatrice in un asilo nido e doposcuola di mia gestione. Faccio parte della Gioventù Francescana.

 

Sito web: https://www.facebook.com/glenda.grasselli?ref=ts&fref=ts



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