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Sei un grande Gesù! 4 Parte

Vita e storia di Gesù di Nazareth

Vari passi del Vangelo

Nel vangelo di Giovanni la missione di Gesù Cristo è scandita da tre festività pasquali:

  1. Prima Pasqua: Gv 2,13-25
  2. Seconda Pasqua: Gv 6
  3. Terza Pasqua: Gv 13-19

La Pasqua ebraica era una festa di pellegrinaggio ovvero gli abitanti di Israele dovevano recarsi a Gerusalemme per festeggiare. Anche Gesù si recò diverse volte a Gerusalemme e all’inizio della sua missione (prima Pasqua: Gv 2,13-25) dopo aver festeggiato rimase in Giudea a battezzare (Gv 3,22). Dopo un periodo in Giudea Gesù sta per tornare in Galilea ma per farlo doveva attraversare la Samaria. Dunque Gesù è diretto verso la sua regione, la Galilea, è insieme agli apostoli e deve affrontare un bel viaggio. La strada verso la sua regione è frastagliata da salite e discese e passa da 493 mt ad arrivare 879 mt a Sicar presso un pozzo (Bibleworks maps 2006, Early ministry). Gesù ha fatto 386 mt di dislivello ed è affaticato!! (Gv 4,6).

Pur essendo Vero Dio è anche Vero uomo e come ogni uomo ha sete, inoltre è circa mezzogiorno (ora sesta) (Gv 4,6). Immaginiamoci la scena: Gesù arriva con i suoi discepoli dopo una bella salita e sotto il sole cocente della Terra Santa; si avvicina ad un pozzo che purtroppo è profondo e inutilizzabile per chi non ha uno strumento per attingere. Gesù è affaticato ma vede arrivare una donna che sceglie questo orario perché teme i pettegolezzi delle persone perchè aveva qualcosa di cui vergognarsi: andare al pozzo a quell’ora infatti significava evitare sguardi e risatine; il caldo eccessivo infatti spingeva le persone a rimanere all’ombra.

A Sicar, dopo la prima pasqua ebraica si incontrano intorno ad un pozzo una donna che si vergogna della sua vita e non riesce ad affrontare a testa alta le sue scelte e Gesù, che dopo un viaggio impegnativo ha proprio voglia di rifocillarsi. Guardando questa donna le chiede da bere (Gv 4,7). Inizia un dialogo bellissimo tra Gesù e questa donna. La donna rimane stupita del fatto che Gesù le parlasse perché era samaritana e oltretutto era anche donna!!

Vediamo meglio questi aspetti. La donna al tempo di Gesù non aveva molta importanza; pensate che non poteva testimoniare nemmeno in tribunale. Anche quando Gesù risorto appare a Maria Maddalena, gli apostoli penseranno a vaneggiamenti di donna. Questa donna era inoltre samaritana!! Chi erano i samaritani?

I samaritani:

La comunità samaritana costituiva un gruppo dissidente, rinnegato dagli altri (Sir 50, 25-26). Essa si basava su una forma particolare del Pentateuco e aveva rifiutato il santuario e il sacerdozio di Gerusalemme. Il santuario dei samaritani era costruito sul monte Garizim (Gv 4, 9.20). Avevano un loro sacerdozio.[1]

Dunque Gesù sta dialogando con una donna samaritana e non si ferma a tutti i possibili pregiudizi che un normale galileo poteva avere verso una donna samaritana! Lui va oltre. L’acqua, la sua sete diventano il pretesto per l’incontro con il cuore di lei. La sete, la gola secca, la saliva che manca, diventano lo strumento per l’incontro. Il dialogo va letto interamente.. (Gv 4, 1 -42). Gesù e la samaritana ad un certo punto discutono sull’acqua viva e il dialogo diventa bellissimo quando il Maestro capisce che è arrivato il momento di poter giocare a carte scoperte. Così al versetto 16 gli dice: “Va a chiamare tuo marito e ritorna qui”. Gesù sa che se lei viene a quell’ora al pozzo ha qualcosa di cui vergognarsi. Fa verità per portarla alla verità, per portarla all’amore!! La donna che durante questo colloquio si è vista guardata con amore da Gesù sente la domanda non inopportuna bensì un’occasione per lei per essere se stessa, per fare il punto della situazione! Lei risponde: “Io non ho marito”. Questa donna ha avuto 5 mariti e l’uomo con cui stava al momento non era suo marito. Gesù lo sa e gli presenta la sua verità! Presenta cioè alla donna la sua storia fallimentare!

Ma questo metterle davanti il suo passato non è per accusarla ma per farle capire che ora può sentirsi amata e ripartire! Negli occhi di Gesù c’è amore. Lui si presenta come il Messia e la donna profondamente colpita lascia la sua anfora e va in città a parlare con gli altri. L’incontro con Dio ti cambia il cuore e ti porta ad "annunciare" e così, per questa donna che era così imbarazzata a stare con gli altri, si trova ad andare da loro! Un miracolo è avvenuto! Dall’isolamento al tornare con gli altri! Quando i samaritani del villaggio ascoltano le sue parole rimangono colpiti e decidono di andare al pozzo. Quando vedono Gesù, il suo sguardo, le parole della samaritana devono essere riecheggiate nei loro cuori e si accorgono che qualcosa di molto importante stava avvenendo nella loro vita. Chiedono a Gesù di restare con loro per alcuni giorni e tante persone cominciano a credere in Lui!!

Immaginiamo questi due giorni in cui Gesù rimane ospite dei samaritani.. quanta gentilezza avrà sperimentato? Quante risate? Quanti sguardi curiosi e assetati di verità. Gesù ha sperimentato in terra samaritana l’accoglienza, l’amore e la fede!! Questa esperienza sarà preziosissima per Gesù perché circa un anno dopo (seconda pasqua) Gv 8,48 il Messia si trova a discutere con alcuni Giudei che apertamente gli dicono: “Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un samaritano e un indemoniato?”.

Queste persone stanno dicendo che Gesù è un apostata (abbandono formale e volontario della propria religione) e un indemoniato! La prima accusa è pesantissima ma nel cuore di Gesù ci sono i bei ricordi vissuti a Sicar. Nei suoi occhi c’è la samaritana, l’accoglienza di quella gente, le risate, l’affetto e la loro fede!!

L’accusa: “Sei un samaritano Gesù!!”. Forse Gesù ripenserà a queste parole quando racconterà la parabola del buon samaritano. Se così fosse il senso sarebbe bellissimo!

Proviamo a rileggere la parabola del buon samaritano mettendo al posto del Samaritano, Gesù. Gesù sarebbe la persona che si accosta all’umanità ferita e la prende con sé e la risana. Nella parabola ci sono alcune persone che non aiutano il ferito, questo perché il ferito è sanguinante e di conseguenza impuro (vedi anche l’emorroissa). Gesù che nel racconto si pone come il samaritano, va oltre un’interpretazione stringente del puro e impuro e va alla logica dell’amore che va prima di tutto. Nel raccontare la parabola del buon samaritano Gesù descrive ciò che sta vivendo.. il suo farsi prossimo alle persone ed essere chiamato samaritano (apostata).

Aggiungo inoltre un particolare interessante. In croce Gesù dirà: “ho sete”. Chissà se in quel momento avrà ripensato all’incontro con la samaritana al pozzo!!

Gesù sei un grande perché non ti fermi all’apparenza, per te un goccio d’acqua diventa l’occasione di incontro con i cuori. Sei un grande perché non ti sei fermato a tutti i pregiudizi che c’erano sui samaritani ma sei andato oltre, cercando i cuori dietro alle maschere che altri hanno messo!


[1] Pontificia Commissione Biblica, Il popolo ebraico e le Sacre Scritture nella Bibbia cristiana (27 maggio 2001)

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Ultima modifica ilMercoledì, 05 Marzo 2014 00:08
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.




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