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Su ali d'aquila

Nella vita ci sono momenti in cui ti senti precipitare dentro un fosso e sperimenti dentro di te l’impotenza. In quelle circostanze gridando a Dio puoi fare esperienza del suo grande amore per te! Egli infatti ti verrà in soccorso con “ali d’aquila” e ti solleverà fin dove Lui vuole. Le ali d’aquila sono un’immagine per dire l’attenzione di Dio verso di noi. Per chi ne ha fatto esperienza sa bene che l’aiuto di Dio può arrivare in diversi modi. In effetti c’è chi racconta di aver sentito interiormente la presenza di Dio e chi di aver avuto un aiuto tramite persone.

Scoprendo Paolo - 2

Teologia Paolina

Lettera ai Romani

Troviamo gli stessi temi di Galati nella lettera ai Romani, che però è diversa per spirito: se in Galati Poalo scriveva quasi eccitato, con stile rapido e nervoso, qui si mostra sereno, pacato, profondo. La lettera ai Galati nasceva infatti da una necessità, quella di intervenire in una situazione concreta; la lettera ai Romani (comunità che Paolo non conosce, ma alla quale intende appoggiarsi per il suo viaggio in Spagna, che considera la sua ultima impresa: arrivare lì significava portare il Vangelo fino ai confini del mondo… le colonne d’Ercole!) si presenta come un’esposizione più calma e completa delle idee suscitate dalla polemica. Entrambe oppongono Cristo, giustizia di Dio, alla giustizia che gli uomini pretendono di meritare con i loro sforzi. Anche a Roma, infatti, rischiano di contrapporsi cristiani provenienti dal giudaismo e dal paganesimo.

'E'… come ESULTANZA

Ha un sapore vagamente arcaico questa parola che non compare praticamente più nel nostro linguaggio: è rarissima nello scritto e assente nel parlato. Il dizionario la definisce come “l’atto dell’esultare, cioè provare e manifestare grande gioia e allegrezza” e sottolinea come l’etimologia contenga l’allusione ad un movimento del corpo verso l’alto, quasi un “fare salti di gioia”. Interessante e significativo constatare come la ricerca di immagini sul web alla voce esultanza riporti esclusivamente foto di atleti (per lo più calciatori) ritratti nel momento in cui hanno realizzato un goal o conseguito la vittoria in una gara.

Viene da chiedersi: è scomparsa la parola ma rimane viva l’esperienza, magari indicata con altri termini? Oppure è in crisi l’esperienza stessa della gioia?

L’emorroissa, il contatto che salva

Ho mutuato il titolo di questa piccola riflessione da quello che p. Pietro Maranesi riporta sulla dispensa di teologia sacramentaria fornita ai suoi studenti: sacramento come contatto che salva a partire da una relazione che salva. Esattamente ciò che accade alla donna che incontriamo oggi: l’emorroissa.

Una donna della quale non conosciamo il nome, ma che viene identificata in tutti e tre i Vangeli sinottici solo per ciò che la caratterizza come sua patologia: “una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando…” (Mc 5, 25-26).

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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?