banner header
Log in

Tutti cadiamo: prima o poi

Non giudicare se non vuoi essere giudicato

Matteo 7,1

Non giudicare se non vuoi essere giudicato

Nelson-Muntz

Se qualcuno ti cade accanto lungo la strada, non ridere. Anche tu puoi cadere. E forse sei già caduto tante volte. Non crederti più bravo: è così facile cadere! Basta un inciampo, una distrazione, un po' di stanchezza, un'allucinazione, una vertigine, una svista, un miraggio... Non ti è mai capitato? Almeno qualche volta... E allora? Se io avessi riso di te? Se ti avessi giudicato male? Se ti avessi disprezzato, guardato con disgusto?... Basta un nulla a farci cadere. Ma il giudizio, il disprezzo è come una sassata contro il caduto.
Nessuno vuol cadere, e spesso neppure ci si accorge di cadere. Tu ti esalti perché sai dove vai e non pensi che la luce che ti illumina il cammino non è tua: ti è stata donata. Tu ti esalti per il tuo passo sicuro e non pensi che la forza che hai non è tua: ti è stata comunicata. Ti compiaci della tua diritta strada, e non ricordi che non l'hai scoperta tu, ma che ti è stata indicata.
Forse il caduto non aveva fiaccola, o gliela spense il vento. Non ridere di lui, ma fagli luce. Forse era più esposto, senza ripari, troppo isolato. Sappi comprendere, fagli compagnia. Forse ha inciampato. Non lo trascurare, sgombragli la strada. Forse un miraggio gli ha sviato il passo. Non disprezzarlo, lanciagli un richiamo. Forse un "crepaccio" insidioso l'ha inghiottito. Non condannarlo, calagli la corda. I caduti non si colpiscono, si soccorrono.
Non ti indugiare a chiedere perché... Non indagare come sia accaduto... Non perdere tempo. Non domandare: non lo saprai mai; neppure lui lo sa. Se sei un viandante, fermati e aiuta; se sei una guida, corri e salva.
Ma non condannare. Per condannare bisogna essere padrone, e noi siamo tutti dipendenti. Per giudicare bisogna sapere, e noi non sappiamo. Per misurare bisogna avere un metro, e il nostro è troppo corto. L'umanità non ha bisogno di giudici ma di fratelli. E il mondo ha tanti giudici ancora appunto perché conta pochi fratelli.

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:27
  • Citazione: Mt 7,1
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
Altro in questa categoria: « Rimanete in me L'adultera e Gesù »

1 commento

  • Paolo Morandi
    Paolo Morandi Giovedì, 02 Aprile 2015 12:40 Link al commento

    Bello! Sono d'accordo su tutto, tranne nel... "neppure lui lo sa". Cerchiamo pure di non essere troppo "indulgenti e comprensivi": dove la metti la "piena coscienza"? E non solo nel saper di cadere, bensì anche nel perché.




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?