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Un raggio nel buio (quarta storia)

raggio e donnaCari amici,

questo nuovo percorso nasce dai bellissimi incontri che ho fatto durante il mio servizio in ospedale. Quando incontri la sofferenza il tuo cuore cambia,

le lacrime scavano in profondità.. la vita acquista tonalità nuove e si impara ad accogliere le persone. Durante questo prezioso servizio ho incontrato centinaia e centinaia di fratelli e sorelle che si sono trovati una croce sulle spalle e volenti o non volenti hanno dovuto percorrere delle vie crucis più o meno lunghe. Finché si è in salute e tutto va bene.. è facile avere fede! Nella croce, li esce la verità. Questo percorso si chiama: “un raggio nel buio” non perché la mia presenza tra i malati sia stata il raggio (forse a volte..) ma perché ho incontrato persone speciali che nel buio della sofferenza mi hanno fatto intravedere il raggio di Dio. Questo percorso vuole esaltare l’azione di Dio che è il Signore della vita e agisce ovunque.. anche tra i moribondi!! Racconterò semplicemente delle storie.. e spero che questo possa muovere il cuore verso Dio e affrontare la vostra croce in modo diverso!

Una ragazza a 20 non dovrebbe pensare a sopravvivere.. dovrebbe amare la sua giovinezza e vedere il mondo con gli occhi di chi crede di poterlo stravolgere. Caterina (nome inventato) è una ragazza speciale, nella sua giovinezza si è dedicata agli altri vivendo con tutto il cuore le attività parrocchiali e arrivando anche a fare l’animatrice!

La leucemia non guarda in faccia a nessuno e sia che credi che non credi ti attacca e minaccia la tua esistenza. Caterina aveva saputo della sua malattia e stava affrontando questo terribile male con tutte le sue forze e il suo coraggio. Quando la incontrai era prostrata.. i tanti giorni passati in ospedale, le lunghe battaglie contro questo male l’avevano fiaccata. Nel suo sguardo c’era stanchezza e soprattutto non senso. Che senso può avere una malattia così terribile? Perché a una ragazza così giovane e così buona? Me lo domandavo e anche lei nel suo giovane cuore se lo ripeteva.

Dunque entrato in questa stanza di angoscia e speranze tenute su con una fatica immensa, mi trovo di fronte una persona che nella sua pelle sta sperimentando la croce!! Mi presento e anche lei fa lo stesso.. le faccio capire che sono li per ascoltarla.. e lei si apre. E’ stufa e arrabbiata con Dio! Quel Dio che in parrocchia ha seguito con amore.. che ha annunciato ai più piccoli, ora quel Dio sembra scomparso!! Quel Dio la sta lasciando morire in croce?? (letto d’ospedale).

Ascoltando cioè porgendo attentamente il cuore e accogliendo le sue lacrime mi sono trovato ad annunciare qualcosa più grande di me! Si ho deciso di parlarle del vangelo. Il vangelo è Parola di Dio, l’unico che in questa situazione può permettersi di dire qualcosa che scavi a fondo nell’anima.

In quel periodo avevo da poco scoperto la nuova versione della Bibbia e mi aveva colpito un episodio del vangelo che tradotto dal greco cambiava completamente il senso!! Sentivo dentro di me il desiderio di dire queste frasi:

“Caterina, tu sai che Pietro amava tanto Gesù e un giorno disse che avrebbe dato la sua vita per lui, ricordi? Ma poi nel momento della prova lo rinnegò tre volte! Gesù tornando da risorto si riavvicina a Pietro e con amore fa tre domande: (a questo punto le domande di Gesù vengono rivolte a Caterina)

  1. Caterina ami Gesù più di tutti quanti??? Lei mi guardo stupita e colpita.. e mi disse no..
  2. Caterina ami Gesù?? Lei mi disse no.. non amo Dio, amare significa qualcosa di troppo grande!!
  3. Caterina vuoi bene a Gesù? Lei disse: si Gesù ti voglio bene!! Il suo volto era tornato felicissimo e piangemmo tutti e due. Andai via e non so più cosa accadde in seguito.. so che questa brava ragazza quel giorno aveva vissuto una pagina del vangelo e aveva detto “si” a Gesù”.

Quanta fede abbiamo? Lo scopriremo solo nel momento della malattia, del bisogno. Fino a quel momento sono solo delle ipotesi..

Se anche hai rinnegato Gesù in un momento di sofferenza sappi che a lui basta solo il tuo “ti voglio bene” per fare in te e tramite cose grandi!!

Un abbraccio a tutti e a presto                                                                           

Daniele

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Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.

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