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Un raggio nel buio (quinta storia)

LuceNelBuio

Cari amici,

questo nuovo percorso nasce dai bellissimi incontri che ho fatto durante il mio servizio in ospedale. Quando incontri la sofferenza il tuo cuore cambia, le lacrime scavano in profondità..

la vita acquista tonalità nuove e si impara ad accogliere le persone. Durante questo prezioso servizio ho incontrato centinaia e centinaia di fratelli e sorelle che si sono trovati una croce sulle spalle e volenti o non volenti hanno dovuto percorrere delle vie crucis più o meno lunghe. Finché si è in salute e tutto va bene.. è facile avere fede! Nella croce, li esce la verità. Questo percorso si chiama: “un raggio nel buio” non perché la mia presenza tra i malati sia stata il raggio (forse a volte..) ma perché ho incontrato persone speciali che nel buio della sofferenza mi hanno fatto intravedere il raggio di Dio. Questo percorso vuole esaltare l’azione di Dio che è il Signore della vita e agisce ovunque.. anche tra i moribondi!! Racconterò semplicemente delle storie.. e spero che questo possa muovere il cuore verso Dio e affrontare la vostra croce in modo diverso!

 

Ci sono eventi nella vita che ti segnano per sempre, incontri che lasciano nel cuore un solco così profondo che solo le lacrime versate e benedette da Dio permettono di far fiorire la terra arata.

La malattia dei bambini lascia chiunque con profondo disagio perché non si riesce a dare una possibile spiegazione.. si è di fronte alla sofferenza innocente e questo ci fa terribilmente male. Un giorno sono entrato dentro una stanza di ospedale e mi sono trovato di fronte un bambino con dei capelli cortissimi, il volto piagato dalla malattia e disteso sul letto. La sorella era vicina al piccolo paziente e mi ha accolto con gentilezza! Il bambino stava lottando contro la leucemia e nella penombra della stanza asettica in me premeva il desiderio di dire qualcosa, di fare un gesto.. di interrompere quel disagio assurdo che sentivo nell’anima. Parlare.. devo dire qualcosa!! Il bambino mi guardava con occhioni bellissimi ma tutto il suo corpo mi parlava di sofferenza ingiusta. La sorella vedendo la mia difficoltà disse: “Fede (nome inventato), dai gioca con il signore..”, il bambino con fatica si alzò e mi guardò di nuovo.. prendemmo qualche giocattolo ma dopo pochi minuti dissi alla sorella: “mi dispiace, io vado”.

Scappai…

Ero fuori dalla stanza, finalmente respiravo, andai il più lontano possibile da quella situazione. La sera ero sul mio letto e mi sentivo profondamente a disagio. Una parte di me mi accusava di essere un vigliacco, una parte di me invece mi invitata a tornare in quella stanza!! Sentivo profondamente che quella sofferenza innocente era la sofferenza di Gesù, ovvero che tramite Fede era presente Gesù e che mi stava aspettando. Due giorni dopo passando vicino al reparto presi coraggio. Non sapevo cosa dire e nemmeno cosa fare! Sapevo che Gesù mi stava aspettando in quella stanza, in quel bambino! Mi venne in mente che i bambini amano le ranocchie fatte con la carta e decisi di farne una. Entrai con coraggio nella stanza e salutando guardai la sorella, poi andai da “Fede” e misi la ranocchia di carta sul mobiletto vicino al letto. Fede mi sorrise e mi ringraziò. Non avevo niente da dire.. dissi solo: “spingi sulla ranocchia e vedrai che salta!”. Fede ci provò e si mise a sorridere. Salutai di nuovo e questa volta ero contento e parlai anche con la sorella. Alcuni giorni dopo venni a sapere che “Fede” era morta! Si, era una bambina.. io credevo fosse un maschio.. la malattia l’aveva trasformata. Lei è stata il mio raggio nel buio! Gesù era in lei!! Gesù è nella sofferenza innocente.. è nei crocifissi della vita.

Un abbraccio

Daniele

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Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.




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