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Ti porterò con me

Ho cercato il vento, per le vele, ho cercato l’attimo per muovere il passo nel verso giusto e poi ho guardato il cielo, che stava lì fermo, fermo, senza porre a me nessuna scelta.

E così, così ho preso ancora il mio pennino ed ho scritto sulle impronte che lasciavo sulla via, che non avrei tardato ad arrivare, perché il Signore non mi aveva lasciato sola.

C’erano rondini che mostravano una cara e lieta primavera, c’erano pagine della vita che si sentivano libere di essere accolte dalla Luce, c’erano i nomi di chi mi aveva accolto e c’erano le braccia aperte per un forte abbraccio mai perduto su di me.

Se un giorno poteva mancarmi una figura amica, se un giorno tutto mi è parso solo una nuova era, allora adesso io dico che sia di me la porzione di bene, per il cammino dove la fede dimora.

E’ arrivata l’aurora, e le mie mani hanno sentito vivere, le lodi del mattino, è arrivata l’aurora e molti hanno chiesto, che io venissi tra loro, per edificare un sorriso, un sorriso.

Mi hanno toccato il cuore, mi hanno toccato l’intimo, solo le care espressioni di profondità, mi hanno afferrata per un braccio, i ricordi, ma ho chiesto loro di andare nel luogo dove la vita, avrebbe reso tutto pace.

Ho visto insegnare che il Regno di Dio è vicino, ho visto prendere il libro della Sacra Scrittura e aprire le porte della chiesa a una nuova evangelizzazione, ho visto, ho visto ed ho cambiato il volto, rendendolo radioso.

Sono rimasta a guardare i passi della speranza, sono rimasta ad amare il primo raggio di sole che sceglieva il mio cuore, sono rimasta a osservare il valore dell’amicizia, rendendolo parte di me, parte di me.

Mi sono detta un giorno che avrei portato il mio pennino alla porta più importante e che avrei lasciato un segno, ma per ora lui sa, che lo porterò con me, e che quello che scriverò sarà una piccola linfa che lascerò su questa terra.

Ed è immenso l’amore che mi fa e mi farà scoprire i giorni della vita, quelli che adesso vivo sono una finestra che si affaccia su fiori che stanno germogliando, mentre da domani forse saranno solo pagine, pagine, da dove ognuno potrà toccare me, con il semplice sguardo di chi crede, che non siamo orfani, ma siamo stati chiamati figli da quell’Amore, che mette a tacere le nostre paure, con la fede.

Ultima modifica ilGiovedì, 15 Agosto 2013 23:26
Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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