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E' mattino e tu...

Hai appena guardato il tuo diario e hai preso appunti per questo cammino, hai chiesto ieri sera prima di addormentarti, di guardare insieme a me il giorno più bello della vita, hai chiesto che in quel momento ti abbracciassi forte!

La mia maternità si è sentita raggiunta immediatamente da quelle tue frasi, che mi hanno avvolta completamente come se avessi addosso una veste nuova, e così tu mi hai regalato un respiro leggero.

Non ho pensato, non ho parlato, ma ti ho solo guardata ed ho immaginato per un attimo, quelle tue parole nel vento come se fossero note sparse e così ho sentito dentro, che l’amore stava crescendo con te.

Mi hai guardata, ed è stato come se avessi riempito il mio bagaglio di cose che mi avrebbero solo fatto sorridere, mi hai trasformata completamente, mi hai portato il passo oltre il limite che mi ero prefissata, mi hai dato lo slancio per capire il messaggio della vita.

Prendi queste mie stoffe, adesso sono tue, prendi queste mie parole, vedrai un giorno ti potranno essere utili, libera sempre le tue emozioni e non trattenerle, anche se fuori a volte è difficile, accettare un cuore puro, ma tu non ti arrendere.

Adesso sei tra queste mie braccia,  ancora ti appoggi al mio volto e  fai un'espressione seria come se tu stessi pensando,   ti accarezzo e riprendi a sorridere e ti dico di guardare quel raggio di sole, perché la nostra vita è insieme a lui.

Mi guardi ed io non ho altro che una lacrima come segno di un affetto arrivato ormai nella profondità, mi guardi e quelle tue parole adesso mi fanno vedere un giorno, un giorno su cui scrivere i nostri nomi sopra ogni colore dell’arcobaleno.

Abbiamo messo con delicatezza, una piantina nel giardino, premettendo che ci saremo prese cura di lei, abbiamo passeggiato un po’ nella riva dove un giorno hai corso per farti bagnare da un’onda.

Chissà cosa volevi sentire?

Forse il gesto d’amore del mare, forse volevi provare una nuova cosa, un brivido diverso, e ancora mi ricordo che ti sei voltata e mi hai chiesto di prenderti per mano e di camminare ancora. E così siamo arrivate alla sera, senza dare peso al tempo, ci siamo sedute davanti al tramonto e abbiamo messo sulle mani quella sabbia e l’abbiamo sollevata nell'aria, come se ci fossimo liberate da qualcosa e poi, poi quelle tue corse, corse verso di me che mi hanno asciugato il pianto, e ridato un sorriso. Ti ho preso in braccio e quelle tue braccine hanno fatto di me il senso materno, grazie, grazie piccola mia, ti voglio bene!

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Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.




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