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La porta stretta

Che bella sensazione! Che bella sensazione!

Ho abbattuto ogni prova, ho continuato a chiamare per nome il mio avvicinarmi alla strada ed ho visto rimanere in me, gli anni della condivisione.

E così, così ho trovato davanti a me la porta stretta!

Non ho detto, voglio entrare in quella più ampia, ma ho solo appoggiato i miei piedi verso quell’entrata che mi premeva nel cuore, come se fosse il mio respiro più vero.

Ed è forse come dire di non arrendersi, ed è bello poter dire al tuo animo che nonostante il tuo faticare, hai raggiunto quella meta che ancora una volta, ti ha sorpreso lo sguardo, lo sguardo.

Mi sono guardata intorno e ho chiesto a quell’atmosfera, di farmi compagnia nei giorni che la vita mi presentava, ho chiesto alle mani e alle braccia di attaccarsi a quella gentilezza, a quella cara profondità che come sempre, mi riempiva totalmente.

E come si può non amare, come si può non amare così!

Mi dico, mi dico che ho voglia di leggere nuove parole, mi dico che ho voglia di prendere tra le dita semi e gettarli nei terreni fertili, mi dico che nelle salite incontrate, ho potuto percepire il mio dentro che chiedeva di amare.

Non ho potuto mettere sulle braccia tutto il mio dare, il mio dare con una riga, perché ogni volta che prendevo una penna, quella frase era già in partenza fuori di me ed io non potevo afferrarla, ma stavo lì come un naufrago, che aveva perso per un attimo la sua terra.

E poi, e poi quel caro attimo ritornava a me come un passero che aveva riconosciuto il suo nido, e poi ecco che intorno a me, si scagliavano i periodi della mia crescita che finalmente mi riportava alla porta, alla porta stretta.

E dico, dico che sono dentro, sono dentro a quella cara forza, a quella cara fede che batte come un cuore impazzito in me, e dico, dico che potrei mettermi a correre adesso, perché so che oggi, oggi ho visto la mia vita, la mia vita.

Ci sono i tempi per piangere e ci sono i tempi per sorridere, ci sono i tempi, ma adesso, adesso qualcuno può dire che tempo è?

E’ il tempo della riscoperta dei valori, è il tempo di comunicare alla via che siamo in cammino e che abbiamo superato tutto quel rancore, tutto quel dubbio che ci teneva fermi, perché abbiamo creduto, abbiamo creduto.

Ci si meraviglia, se ad un certo punto un bambino prende un pallone e inizia a giocare, ci si meraviglia se ad un certo punto quel suo volto diventa rosso per una cara emozione, e allora dico, dico viviamo, viviamo, abbiamo bisogno di entrare dalla porta stretta.

Sono arrivate le carezze del vento sopra questo creato, ecco io dico è la vita, è la vita, è la vita che si posa e allora mi metto ad ascoltare il fruscio del vento, come se proprio in questo momento, ascoltassi l’amore, l’amore di Dio.

Ultima modifica ilGiovedì, 03 Ottobre 2013 09:11
Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?