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Vivo del sorriso

Si sono appoggiate le prime luci, della bellezza di questa preghiera, appena volata dal mio cuore per molti fratelli e sorelle, così ho perso la mia adesione alla giornata grigia, perché all'improvviso è apparso il canto della gioia, allora non mi sono scansata nemmeno per un millimetro e ho udito, che tutto intorno a me, era questa conferma:

“Vivo del sorriso.”

Ho scelto e ho abbracciato stringendo forte a me questo calore, ho guardato quelle persone che hanno avuto la costanza di seguirmi e ho parlato a loro, cercando di seguire la linea del cuore, del cuore.

Mi hanno atteso i primi fiocchi di neve, e quella loro delicatezza ha ridato vigore al mio cammino, mi sono sentita raggiungere dalla verità di chi ti stringe la mano e ti ringrazia soltanto perché porti una speranza, con le tue righe che superano i confini, e arrivano alla porta di ogni casa.

Non ho pensato che ero nell’errata posizione, perché avevo pace dentro di me, ho sentito che ero nella fede, nella fede e che quello che stavo compiendo, non era altro che una semplice costruzione, di una lanterna che tutti potevano vedere.

Mi hanno guardato quelle rose, che sono state le prime a farmi capire che ero semplice, semplice, e poi quel salto nel vuoto perché quando si cammina con il Signore, si va senza sapere, ma solo con la fede.

Se ti viene in mente che il tuo piede avrà l’impronta più bella, allora la tua umiltà potrebbe vacillare, se ti viene in mente che sei arrivata alla conclusione e che hai detto e fatto ogni cosa, devi ricominciare di nuovo il cammino con più forza!

Ho guardato le candele in una processione, ho visto che ero in una lode comune a tutti e avrei voluto restare lì e pietrificare i piedi e capire, capire che è tanto bello potersi sentire uniti, uniti.

Avrei voluto soffiare sulle lacrime di molti, avrei voluto prendere quelle sedie e rialzare i bambini e farli camminare, avrei voluto cantare, ma in quel momento ero solo una creatura che si lasciava amare, amare.

E così mi sono appoggiata a quella carezza, e non ho fatto altro che inginocchiarmi e pregare per dire grazie, grazie perché se io vivo di un sorriso, è perché ho letto nel mio diario di bordo che la prima cosa che non dovevo perdere, era il sorriso, per donarlo a chi lo aveva perso forse solo per un momento. 

Si apre la porta del cuore e vado verso questa meravigliosa emozione, il mio giorno si illumina perché cerco nel mio piccolo, di donare una gioia, una gioia.

Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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