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Sto toccando l'abisso

E’ una verità che non si trattiene, è una preghiera che sta salendo senza che io me ne accorga, è un salto verso l’ignoto!

Sono stata con il brivido nelle spalle per qualche minuto, poi mi sono alzata e ho lasciato quello che avevo davanti, conquistando soltanto una forte adesione alla scrittura per puntualizzare che non sarei potuta esistere senza il profumo di quel dolce inchiostro.

Dico, dico con il nodo in gola che non ho perso gli anni, ma li ho solo vissuti con tutti i contenuti più leggibili possibili, perché ho tenuto in alto il cuore, non ho messo me, ma il cuore in alto.

Ho ascoltato il canto del mattino che stava sorgendo, ed io ero lì, senza pensiero, ma solo con quelle lacrime che aderivano a quel riflesso di sole, che mi faceva capire che era lì, era lì con me.

E così, così ho detto: “Sto toccando l’abisso.” Che cosa volevo dire?

Forse che l’unica certezza stava finalmente scoperchiando quella pentola che bolliva da qualche tempo, forse questo, ma ancora questo cammino chiedeva di proseguire.

Mi sono ritrovata con il volto verso il cielo, mi sono vista con la natura, come fossimo vestite allo stesso modo, di colori, di semplicità, di amore, di profumi, di vita, di vita.

Ho chiesto appoggiando la mano sopra il cuore, la forza, per andare avanti, ho chiesto di andare dove il piede avesse sentito il suo punto e così capire che era arrivato il sereno.

Il sereno, ma cos’è?

E’ qualcosa che può sorprendere lo sguardo, perché a volte arriva quando la tua mente non ricorda la sua immagine, è un attimo che vuoi ripetere rivolgendo lo sguardo fisso a quella sua chiarezza. E poi la vita continua, e questa cara corsa verso un tempo migliore, ci fa posare lo sguardo verso quel cielo che non ha perso mai i nostri nomi.

Così si va avanti, così guardo il domani, con queste mani attaccate a questa certezza, senza perdere quel sorriso che il cuore mi ricorda anche ora, ora dove la salita non ha perduto la sua consistenza.

Sto toccando l’abisso ho detto e sento dentro, sto vivendo con le pagine del mio libro aperte, sto cercando la veste giusta per stare nel mondo, ma credo che quando arriverà, saprò riconoscerla, saprò custodirla, come se ad un tratto fosse venuta fuori quella che sono io, ancora una piuma soffiata dal vento, ancora una mano che spera in Dio.

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Ultima modifica ilGiovedì, 06 Marzo 2014 00:45
Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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