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Sono io, l'umile!

E' la mia gioia E' la mia gioia

Ho appreso che il vento avrebbe soffiato sopra la mia tenda, ho appreso che non sarebbe stato più come prima, perché ho guardato il mio cuore, trovando la vela, quella che avevo appoggiato alla mia barca, quella che avevo alzato per fede, quella che adesso mi spronava i remi, a vivere questa cara navigazione.

Ci sono parole, che adesso sorvolano la mia mente senza aderire, perché sto andando oltre, la mia vita corre nella sua pista, dove un alleluia è lasciata respirare, vado e questo pone alla mia notte, un caro riposo.

Libertà, libertà, libertà, non è altro che una certezza in me, ecco che dico alla meravigliosa marea, che non tradirò il senso, ma lo affronterò e lo proteggerò, perché l’Amore mi ha guardata.

Si accendono i lumi, le stelle hanno voluto sconvolgere il mio vedere, le stelle hanno voluto approdarsi nelle mie viscere, hanno voluto catturare il mio eco e renderlo un megafono, per far sentire al mondo che sono io, l’umile.

Non potevo dare una spiegazione, non potevo illudere la mia stanza di un’altra solarità, non potevo dire che ero lì per caso, ma ero lì perché l’anima aveva udito la realizzazione, di un brivido forte, forte, forte in me.

E questo, non faceva altro che emettere nel mio cammino, una proiezione efficace, mi dicevo che in ogni passo avrei potuto captare quella cara emozione di un messaggio, che va nella sua velocità e non sconvolge il volto.

Stavo solamente vivendo, stavo solamente precisando il mio luogo, stavo annunciando il mio cammino, e questa notte sembra leggere in me, come se io mi trovassi nella sua forma, nella sua silenziosa atmosfera.

Mi appoggio nelle preghiere che hanno il sapore di una cara elevazione, mi sento trasportare nella calamità di una visione di un sogno, che non permetterà ai miei occhi solo di chiudersi, ma anche di accertarsi, che ogni cosa sia compiuta.

Sono io, l’umile che ha camminato nel viale e che non ha tardato ad arrivare nella via, sono io l'umile che parla di un cambiamento e non fa altro che emettere suoni, che apre il suo sipario, e mostra la sua festa interiore.

E così è notte, e quest’umile si è appena addormentato, e quello che posa nella sua tenda, sono soltanto i battiti del cuore, da dove guardando, s’intravede una maniglia piegata, una porta aperta e la sua memoria che dice: “Sono io l’umile.” Tutto sembra tacere, ma nella tenda, si sente scivolare uno spartito, si dice che siano le note della vita, che hanno aderito al canto.

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Ultima modifica ilLunedì, 09 Settembre 2013 09:57
Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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