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Vivere il deserto sociale

Ogni città o casa divisa in se stessa non può reggersi

Matteo 12,25

E Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie sarà ridotto in deserto; ed ogni città o casa divisa in parti contrarie non potrà reggere

L'unità è condizione di vita. Quando un vivente perde la sua interna unità, perde la vita. Affin­ché ci sia vita in te, è necessario che i tuoi organi funzionino concordemente; la morte interviene appunto quando un organo vitale o non fun­ziona più con gli altri o funziona in contrasto agli altri. Così è per la vita della famiglia e della società. Se vuoi che una famiglia viva, procura che sia unita; se vuoi che una società sia in piedi, procura che acquisti e conservi l'unità; la concordia non è un aiuto ma una necessità es­senziale, sicché dove essa manca non c’è più vita in comune, neppure fra due sole persone. Non c'è più incontro ma scontro. Se vuoi con­vincertene osserva quelle famiglie, quelle so­cietà nelle quali non c’è più unione: la vita diventa impossibile. Lì non vi sono più consan­guinei, parenti, amici o fratelli, ma estranei condannati a vivere insieme, concorrenti che si insidiano in mille modi, avversari che si acca­niscono a mordersi, a lacerarsi, a distruggersi, invece che aiutarsi vicendevolmente a migliorare. Per cui qualcuno, contemplando un simile spet­tacolo, esclamò: « L'uomo è un lupo per il pro­prio simile ». E qualche altro fa eco oggi sog­giungendo: « Vivere insieme, ecco l'inferno ». E se tu pensi alle tragedie di alcune famiglie, alle lotte delle fazioni, alle rivoluzioni sociali o alle guerre internazionali, vedi bene che non si è poi molto lontani da un inferno vero e proprio. Si può evitare questo inferno terrestre? Sì, evi­tando più che si può le divisioni. E come? Cer­cando la convergenza sui principi fondamentali e subordinandovi gli interessi secondari; salvan­do i beni necessari e comuni e limitando quelli superflui e particolari. Se invece non vuoi per­dere quelli e pretendi di conservare anche questi, finirai col rimetterci gli uni e gli altri. Ti occor­re dunque accettare le piccole rinunce per non rischiare le grandi perdite. E meglio sacrificare qualche tuo punto di vista meno importante per non sacrificare il punto di vista di tutti, che è anche tuo. Non senza però un grande frutto; perché nulla vi è di più dolce di una famiglia unita, nulla di più edificante di una società con­corde. Ma ciò richiede, prima del governo dei sudditi, il governo delle tue proprie tendenze, richiede il freno delle tue ambizioni, il dominio del tuo orgoglio, richiede l'allenamento all'au­todisciplina prima dell'uso dell'autorità. Ti oc­corre essere non tanto geniale quanto distac­cato, non tanto erudito quanto tollerante, non tanto riformatore quanto paziente. La società ha più bisogno di uomini buoni che di uomini gran­di. Perciò nemici della società sono tutti quelli che vi gettano divisione e discordia. Chi intac­ca l'unità di un organismo, attenta alla sua vita. Non c'è allora bisogno che gli avversari lo com­battano più: quell'organismo crollerà da sé, cor­roso dal tarlo interno. Chi approfondisce il solco fra una categoria e l'altra non è un uomo sociale ma è nemico della società; chi fa della critica per la critica è nemico della società; chi confon­de le idee dei semplici è nemico della società. I calunniatori, i denigratori, gli invidiosi, i pole­mici di mestiere, i pessimisti e i corrosivi a ogni costo, sono roditori nefasti da cui bisogna disin­festare ogni vita in comune.

Bada, anche nelle tue vene circola questo mi­crobo antisociale e antiumano.

Prima che esso ti trasformi in un sovversivo, disintossicati in tempo con una buona cura di umiltà a forti dosi :)

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:17
  • Citazione: Mt 12,25
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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