banner header
Log in

Aspetta!

Non so aspettare Signore.

Vorrei vedere subito risultati, vorrei stringere subito tra le mani quello che desidero. Vorrei avere le persone per me. Qui. Vorrei farle mie. Ora. Perché aspettare? Non posso aspettare. Aspettare è da stupidi. O poco furbi.

Me l’ha insegnato questa società.

Lo vuoi? È tuo. Ti piace? Prendilo. Perché uno solo? Prendi tutto. Cosa aspetti? Consuma.

Sono stata dal panettiere ieri mattina. Offre già la focaccia pasquale. E non è ancora Natale. Già da alcune settimane ha in vetrina il dolce tipico dell’epifania. A ottobre. Per il 6 gennaio. “Me lo chiedono i clienti”. I supermercati sono maestri in questo. File di panettoni e torroni in bella mostra da giorni. In tv le pubblicità incalzano già da un mese: cosa metterai sotto l’albero?

E così corro anch’io, anticipo, sto sempre un passo più in là, dieci passi più in là. Questo presente mi sta stretto. Quest’attesa mi snerva. Domani, domani. E domani è già adesso.

E il tempo fa la sua parte. Non se lo fa dire due volte. Mi scivola via fra le dita che non ricordo nemmeno cos’ho fatto ieri.

Ma arriva il momento in cui mi guardo dentro e mi sento vuota. Proiettata nel futuro, ho perso di vista il presente. Sbilanciata sul domani, non ho vissuto l’oggi. Non ho vissuto l’attesa. Non ho sentito i giorni scorrermi addosso, come la pioggia sui vestiti, goccia dopo goccia, finché si è zuppi. Non ho saputo pregustare quel risultato, quell’evento, quell’incontro, immaginandomelo, per assaporarlo appieno al momento giusto, senza fretta. E preparare il cuore per viverlo in pienezza.

Voglio imparare ad aspettare.

Che io possa imparare da Te Signore. Tu che sei stato nove mesi nel grembo di tua madre. C’era un mondo da salvare… e tu, lì, buono buono, ad aspettare di essere pronto. Il tuo cuore batteva, batteva per noi, già poche settimane dopo il concepimento… e tu lì, ad aspettare di avere piedi per camminare sulle strade polverose della nostra vita, e gambe per correrci incontro, e mani e braccia per accoglierci e stringerci.

E che io possa imparare da lei, tua madre, che per quei nove mesi ti ha cullato, giorno dopo giorno, e ha visto il suo ventre gonfiarsi, giorno dopo giorno, mese dopo mese, con l’ansia di conoscerti, di guardarti negli occhi, di perdersi nei tuoi occhi e di scoprire che lì, solo lì, poteva ritrovare se stessa.

Insegnami ad aspettare, Signore.

Non avrò fretta. Non avrò fretta d’imparare.

 

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.

Altro in questa categoria: « Caino, il "fratello mancato" La Bontà »

1 commento

  • Irene
    Irene Lunedì, 02 Dicembre 2013 21:58 Link al commento

    Buon cammino di Avvento! La luce del Signore illumini i nostri passi verso Betlemme!




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?