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Voglia di libertà

Mi capita spesso di fermarmi a pensare sul vero senso della libertà, di come la vivo, di come mi pongo davanti alla libertà di Dio e cosa questo significa per me.

Si mi rendo conto che sono riflessioni difficili e penso proprio che in questa sezione non esaurirò tutto quello che mi passa per la mente e, ancora più sicuramente non esaurirò tutte le domande che queste riflessioni porteranno a fare. Anzi, ben vengano!

Sartre diceva che “se Dio esiste ed è libero, io non sono libero; se invece io sono libero, allora Dio non lo è, Egli non esiste

Questo conflitto di idee tra libertà umana e libertà di Dio, più o meno evidente ce la portiamo dentro, inutile negarlo. Mi è capitato spesso di ascoltare testimonianze e nei discorsi sempre serpeggia un’idea di questo genere. O Dio o io. O è libero Dio o sono libero io. Uno o l’altro deve soccombere.

Se ci riflettete, il movimento dell’uomo, per quanto pacifico e benevolo possa essere è quasi sempre mirato a ‘sottomettere’ l’altro, vuoi con la forza, vuoi con le proprie idee ritenute giuste, vuoi per stabilire la pace. Anche se il paragone sembra forte in buona sostanza sono tutti meccanismi di “schiavo-padrone” quelli che l’uomo propone nelle sue relazioni, con mille sfumature diverse. La dialettica umana è orientata istintivamente a questo, anche in un pacifico confronto tra persone. E se anche poi non si consuma in un atto di predominanza da una parte e sottomissione dall’altra, dobbiamo riconoscere che dentro di noi fa sempre capolino questo istinto.

Tutto questo per dire che questa esperienza umana l’abbiamo trasferita sul piano religioso. Dio è il più forte, Dio è il padrone, e io sono lo schiavo non posso fare altro che inchinarmi davanti a Lui: è l’annientamento della mia libertà di fronte a quella di Dio, poiché in fondo, è Lui il più forte.

Per riconquistare quindi la mia libertà ho una sola alternativa, una sola via d’uscita, una sola possibilità: detronizzare, sopprimere, uccidere Dio.

In fondo è quello che è avvenuto nell’Europa nel XIX e XX secolo con tutti i movimenti filosofici che proponevano il “parricidio”, l’uccisione della figura paterna, del femminismo estremo e delle filosofie ateiste che pretendevano di riportare l’uomo alla propria libertà. Liberarsi della figura ‘paterna’ e da chi la rappresenta per eccellenza: Dio.

Se Dio è onnipotente, ha il potere di dirigere la storia del mondo e la vita dell’uomo come crede. La fede sarebbe una terribile accettazione passiva di una grande partita a scacchi, in cui Dio muove le pedine come vuole. Ogni tanto c’è una pedina che salta! Uno è predestinato a fare questo o quello, programmato per andare a destra o sinistra, in cielo o all’inferno. C'è chi è arrivato a parlare anche di ‘predestinazione’!

L’obiezione che stà pure sulla bocca dei bambini è “…ma se Dio conosce in anticipo lo svolgimento della mia vita, dov’è la mia libertà

Senza arrabbiarsi con Dio, o se vuoi fallo pure ma prova a pensare che la risposta in realtà è molto semplice:

Dio conosce la mia vita, ma ciò non mi impedisce minimamente di viverla come credo. Non è che io faccio una cosa perché Dio sa che la farò, ma Dio la conosce in anticipo perché io ho deciso di farla in funzione di ciò che sono! Non so se capite l’abissale differenza…

Ve lo spiego con un esempio che qualche tempo fa ho letto da qualche parte e mi è rimasto impresso:

Una mamma, in occasione del compleanno della figlia vuole regalarle un vestito. Si reca in un grande negozio di abbigliamento. Tra i tanti vestiti esposti ce n’è uno che le salta agli occhi. Ama così tanto sua figlia e la conosce così bene che è sicura che gli piacerà. Stà sul punto di comprarlo, ci ripensa “No – dice tra se – lascerò che sia lei stessa a scegliere”. Rientra a casa e ritorna con la figlia. Questa osserva tutti i vestiti e si ferma davanti a quello che aveva scelto la madre. Vuole proprio quello!

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
3 osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

4 La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.

Dal salmo 139

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Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info
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1 commento

  • Paolo Morandi
    Paolo Morandi Domenica, 07 Dicembre 2014 12:39 Link al commento

    Molto belli e convincenti i pensieri finali, salmo compreso! Inoltre, non dimentichiamo mai che Dio è anzitutto amore ed anche proprio per questo vuole la nostra libera partecipazione (garantitaci dal libero arbitrio); affinché si possa, anche se solo in minima parte, guadagnarci il premio in questa terra e quello dell'eterna felicità.




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