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Vogliamo incontrare Gesù - 3 parte

Un giovane catechista un giorno lesse con tutta la sua passione un passo del Vangelo ai ragazzi che si stavano preparando alla cresima. Le sue parole risuonavano nella stanza e i ragazzi ascoltavano attentamente. Finita la lettura il catechista fece un attimo di silenzio, alzò lo sguardo e disse: “avete mai ascoltato questo episodio di Gesù?”. I ragazzi negarono e scossero la testa. I loro occhi erano stupiti. C’era un passo del Vangelo che non avevano ancora ascoltato!!

Il catechista sorrise amaramente e disse: “Era il vangelo di domenica scorsa!”. I ragazzi rimasero allibiti perché quasi tutti domenica avevano partecipato alla messa.

Questo piccolo episodio ci fa capire che non basta in sé la Parola di Dio, serve proclamarla e ascoltarla. Da questo alcune riflessioni:

Chi proclama

Chi legge a messa ha una grandissima responsabilità! Consegnare al Popolo di Dio la Sua parola. Non si può arrivare a leggere senza essersi preparati prima. Non ci si improvvisa lettori! Quella parola che viene letta è di un’importanza capitale! Non può essere banalizzata.

Molto spesso chi legge non comprende ciò che dice e questo le persone nell’assemblea lo avvertono. Se Il lettore ha interiorizzato le frasi che proclama ovvero le ha sperimentate nella sua vita, allora l’effetto per chi ascolta sarà completamente diverso.

Chi ascolta

Nell’episodio del catechista è chiaro che i ragazzi non hanno ascoltato bensì hanno semplicemente sentito. L’ascolto prevede un’attenta accoglienza. C’è un rilievo molto bello a Wurzburg nella Marienkapelle dove la B.V. Maria riceve l’annuncio dell’angelo Gabriele e Dio Padre è raffigurato come con una grande tromba che parte dalla Sua bocca e finisce all’orecchio della Vergine. Da questa tromba esce lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Il senso è molto bello: l’ascolto della Parola di Dio è fecondo!!!

Perché si sente e non si ascolta la Parola di Dio?

  1. A mio modesto avviso le persone credono di conoscere fin troppo bene “la storia di Gesù” e si recepiscono le letture come storielle lette e rilette.
  2. Un altro elemento fondamentale è che le persone incasellano le letture come “accadimenti del passato”. Di fronte ad un Gesù lontano, troppo lontano nel passato l’unica possibilità è cercare la “morale della fiaba” che in questo caso è la morale del Vangelo.
  3. Iniziare le letture con “In quel tempo Gesù” a mio avviso non è una buona idea! Questa frase assomiglia terribilmente a: “C’era una volta!”. Dire: “In quel tempo..” vuol dire non inserire Gesù in un tempo. Cosa scatta nelle menti delle persone?
  4. I bambini crescono con l’idea che Babbo Natale esiste. Babbo Natale si festeggia il giorno della nascita di Gesù. Poi i bambini scoprono che Babbo Natale non esiste… e viene normale domandarsi se anche Gesù non sia una semplice invenzione!!!

In fondo quello che voglio dirvi è che chi legge a messa deve sapere che di fronte può avere centinaia di persone che lo stanno semplicemente sentendo.

La sfida più grande è credere che in quella lettura della messa c’è presente e vivo Dio per te!!!!

Se tu sapessi che Dio ti sta per parlare non porgeresti attentamente l’orecchio? Bene! Quando sei a messa.. questo accade?

Dio tuttavia non parla solo a messa ma anche tramite le letture del giorno. Per comprendere meglio farò un esempio. Oggi decido di ascoltare la Parola di Dio e quindi prendo il Vangelo del giorno. Prima di tutto mi raccolgo in silenzio, possibilmente stacco le fonti di rumore e trovo uno spazio tranquillo. Invoco lo Spirito Santo e poi con molta calma leggo il vangelo del giorno:

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,51-56. 
"Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme 
e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 
Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 
Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 
E si avviarono verso un altro villaggio”.

Quando ci troviamo di fronte al Vangelo dobbiamo sempre vedere che riferimenti può avere con la nostra vita.

Per me oggi (ieri per voi che leggete) questo Vangelo è stato importante perché mi sono trovato a vivere sentimenti che nascono dall’ingiustizia subita e avrei voluto comportarmi come i due discepoli! Tuttavia Gesù rimproverò loro e oggi ricorda a me che non è con la forza o la violenza che si vince!! Ecco oggi Gesù mi ha detto questo: “Daniele non risolvere le tue difficoltà con la violenza ma con la verità e coraggio! Ricorda Daniele che l’altro è sempre tuo fratello!”.

La cosa strabiliante che ho notato è che ogni giorno c’è una frase per te!!

Forse tu non hai avuto problemi con qualcuno.. e non ti è venuta voglia di sfogarti.. ma puoi aver vissuto un’altra frase del Vangelo! Se per esempio stai soffrendo… Gesù ti dice: “rendi il tuo volto duro! Sono con te!!”. Se non stai soffrendo e nemmeno ti sei arrabbiato forse la tua frase era: “Ma essi non vollero riceverlo” e per riceverLo si può intendere sia Gesù che Gesù tramite una persona che conosci.

Il senso è sempre lo stesso ovvero riportare il Vangelo nella concretezza dei tuoi giorni. Li ti parla Gesù! Li lo incontri!!!

Alla prossima…

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Ultima modifica ilMartedì, 30 Settembre 2014 23:22
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.




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