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Zaccheo

Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua

Luca 19,1-6

1 Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.

In questo brano del Vangelo ciò che subito salta all'occhio, che ci stona quasi, è ciò che dice Gesù a Zaccheo.

"Scendi subito, oggi devo fermarmi a casa tua" e, queste parole che ci sembrano così strane, sono un chiaro segnale che dobbiamo focalizzare proprio su questo punto la nostra attenzione perché in fondo la Parola è così, ama sorprenderci ed proprio là dove ci sembra più assurda che si cela un messaggio per noi.

Nel Vangelo di Luca ogni volta che Gesù ripete le espressioni "devo", "bisogna" indica che in quel momento Egli è pienamente consapevole di rispondere ad una chiara volontà del Padre.
Cristo non pretende niente da Zaccheo ma semplicemente lo invita a scendere, andando oltre i pregiudizi dei benpensanti di ieri e di oggi!

Per comprendere la novità e la forza sconvolgente di questo gesto, ricordiamo che Zaccheo era un pubblicano, più precisamente il capo dei pubblicani.
Facendo un paragone con i giorni nostri, Zaccheo non era un semplice ladro ma una sorta di capo di un clan camorristico o mafioso; cosa succederebbe oggi, ad esempio, se un noto arcivescovo andasse a cena con un tale criminale? Uno scandalo!
Ma Gesù non ha paura dello scandalo; sa esattamente ciò che Dio gli chiede di fare e non si fa frenare dalle calunnie e dall'ipocrisia di coloro che si considerano "giusti".

Gesù va a casa di Zaccheo senza giudicarlo o avanzare pretese (se gli avesse detto: "Scendi, sei un ladro e devi restituire ciò che hai rubato", siamo sicuri che Zaccheo sarebbe sceso dall'albero?), semplicemente va perché "nulla vada perduto"; porta la Salvezza ed anche l'espressione "fermarmi a casa tua" indica il desiderio di un'amicizia, di una comunione e relazione personale vicendevole.
In fondo, come spiega molto bene Anselm Grün nel suo libro "Autostima e accettazione dell'ombra, Come ritrovare la fiducia in se stessi", la storia di Zaccheo viene definita come la tipica storia che riguarda il complesso di inferiorità e il tentativo di compensarlo; di Zaccheo si dice infatti che era basso di statura ed è proprio l'immagine dell'uomo che si sente piccolo e che, per sfuggire da ciò, sale su un albero (solo così può "tendere in alto" anche uno come lui!).
Ma Gesù guarisce questa mancanza di autostima semplicemente guardandolo negli occhi e invitandolo a pranzo; non lo condanna ma lo accetta incondizionatamente. Quest'esperienza di essere accettato senza condizioni trasforma il pubblicano ricco e avaro, da questo incontro scaturisce una vita nuova: lui che si è sempre sentito "piccolo" (nei suoi peccati, nelle sue debolezze) trova il coraggio di scendere, rispondendo a quell'invito di Gesù che lo chiama a Suo pari.
Non ha più bisogno di rendersi grande, ora cerca la comunione con gli uomini, perché è nella convivenza con gli altri che sento di avere valore, mi sento membro accettato della comunità umana.

E fa tutto ciò con fretta e con gioia: fretta perché sa che è un momento irripetibile e non vuole lasciarselo sfuggire, gioia perché finalmente ha trovato la realtà che può riempire la sua vita.

Gesù ha capito che perché qualcuno cambi non occorre solo rimproverare o sottolineare gli errori, (a volte è necessario, Cristo stesso lo fa con i farisei!) ma bisogna anche dar fiducia, far sentire all'altro che davvero si crede che lui possa diventare una persona migliore.
E noi facciamo così con chi ci sta intorno?
Sappiamo bene che la nostra logica è così diversa ma Dio no, Dio ti cerca per primo sempre, prende l'iniziativa, Dio ti ama, senza giudicarti.
Lasciamoci raggiungere finalmente!
Si autoinvita a casa nostra!

In fondo, riprendendo una bellissima citazione di Paolo Curtaz, "L'Amore di Dio precede la nostre conversione: Dio non ci ama perché siamo buoni ma, amandoci, ci rende buoni, Dio suscita, anticipa la nostra conversione: ci perdona prima del nostro pentimento ed il suo perdono ci converte."

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Ultima modifica ilLunedì, 29 Settembre 2014 10:16
  • Citazione: Lc 19, 1-6
Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.




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