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Anna Castellaro

Anna Castellaro

Ho 19 anni e studio presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose a Treviso. Ho incontrato il Signore nell'intimità di uno sguardo, che ha rovesciato la mia vita. Mi piace pensare che, ogni giorno, ci è data la possibilità di incontrare il Signore negli occhi di chi ci passa accanto...la domanda è: "Abbiamo ancora tempo per Lui?"

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Ciao Michele, c’è ancora speranza…

Ciao Michele, ti starai chiedendo con quale presunzione e da quale alto piedistallo ti scrivo queste parole, nessuna presunzione, nessun piedistallo, sono una ragazza semplice, ho vent'anni e oggi credo nella vita.

Vent’anni… forse sono troppo pochi per poter dire qualcosa, ma alla fine, come hai detto tu, i limiti sono soggettivi. Anche io, come te, posso annoverare piccole o grandi liste di errori, di tentativi falliti, e anche io, come te, sto cercando di darmi uno scopo, sto tentando di collocare la vita dentro un senso che le possa dare una direzione. Hai ragione, le domande non finiscono mai, così come non finiscono gli sforzi, i dubbi, le critiche, i sentimenti non ricambiati, i risultati non ottenuti, non finiscono mai le attese degli altri, gli standard che incasellano in tabelle anonime, create sul parametro dell’efficienza e escludenti l’unicità, la bellezza, la rarità che ogni persona porta con sé. Hai ragione, questa realtà non premia i talenti, la sensibilità, non valorizza i sogni, da questa realtà non si può pretendere niente, né sicurezze, né riconoscimenti, né un ambiente stabile.

Hai ragione Michele, questo mondo non era quello che ti doveva essere consegnato e nessuno poteva costringerti a rimanere, però se ti avessi conosciuto ti avrei chiesto di restare, ti avrei chiesto di provare a costruirlo insieme quel mondo che sognavi, che speravi, che per diritto ti doveva essere dato.
Hai ragione, non ci sono le condizioni per imporsi, volevi il massimo e non il minimo, ma il massimo non era a tua disposizione. Chi ti potrebbe dare torto Michele?

Eppure, se oggi fossi qui, non esiterei a dirti che c’è ancora speranza. Siamo noi quella speranza Michele, persone semplici che hanno dei sogni, spesso insultati, derisi, calpestati, persone semplici che ogni giorno provano a creare, con fatica, quello spazio che non ci viene dato. Siamo noi quella speranza Michele, persone giovani alle quali, quotidianamente, viene sottratta la speranza verso un futuro che oggi, più che mai, non è a misura nostra.

Oggi credo nella vita, non era così fino ad un paio di anni fa, quando anche io, come te, preferivo lasciare questo mondo, un mondo che non sentivo più mio, dove non c’era posto per me, per le mie attese, i miei desideri.
È stata proprio quella vita, alla quale non credevo più, a pormi accanto qualcuno capace di vedere le cose diversamente, capace di opporre, al mio scorgere solo un’uscita di emergenza, un plurale che apriva la possibilità a più uscite di emergenza, che non fuggivano dalla vita, ma che erano pronte a scommettere di nuovo sulla vita.

Oggi credo nella vita, credo anche in questo mondo incapace di sperare e di aiutare a sperare. È proprio questo mondo, che non ha il diritto di rubarci la speranza, ad aver bisogno della nostra speranza. Prima o poi, questo mondo si renderà conto che il suo futuro eri tu Michele, e le tante persone che, come te e me, non accettano il compromesso, quello stesso compromesso che vorrebbe ridurre la singolare unicità di ognuno a normalità senza nome né volto.

Ai tanti Michele che, come te, si sentono traditi e accantonati, vorrei dire: costruiamolo insieme questo nostro spazio, questo nostro futuro che ci viene rubato. Oggi credo nella vita… c’è ancora speranza e quella speranza eri tu Michele, quella speranza siamo noi!

(Link alla lettera di Michele, scritta da lui prima del suicidio: Vai alla lettera)

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Come fine e mai come mezzo

Posso ancora amarti fratello? È una domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi, come principio cristiano dettato dall'invito ad amare il prossimo, ma anche come principio laico di solidarietà nei confronti di tutti gli individui.

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