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Il segreto di Pollyanna

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TRAMA:

Tratto da un classico della letteratura per ragazzi, Pollyanna di Eleanor H. Porter, il romanzo era andato in scena anche a Broadway in una versione teatrale, adattata e scritta per il palcoscenico dalla commediografa Catherine Chisholm Cushing. Film del 1960,  diretto da David Swift e prodotto dalla Walt Disney, racconta la storia di una ragazzina orfana, Pollyanna, che affidata all’austera e ricca zia, con la sua gioia di vivere, riesce a contagiare e a trasformare tutte le vite che incontra, compresa quella della zia.

RECENSIONE:

Il film è ambientato in un’ incantevole cittadina di provincia degli Stati Uniti, che porta il nome della ricca zia di Pollyanna, Harrington appunto, paese in cui la donna, fredda e arida, esercita la sua autorità sui cittadini, perfino sul reverendo che è costretto a recitare sermoni scelti dalla donna.

Ma la ragazzina, fuori dagli schemi previsti dalla zia, incanta tutti con il suo positivo “Gioco della felicità” un gioco insegnatole dal padre ormai defunto, pastore missionario che le ha trasmesso l’amore per la vita e per gli altri.

Il gioco consiste nel trovare un aspetto positivo anche nelle peggiori situazioni, come quando riesce a fare amicizia con l’ipocondriaca ed inavvicinabile signora Snow  e a convincerla a trovare una ragione per vivere ancora e per riscoprire la bellezza anche delle piccole cose.

Pollyanna: “Il babbo disse ai signori delle missioni se per favore potevano mandarci una piccola bambola di seconda mano. Quelli però sbagliarono e quando arrivò il pacco dall’Europa al posto della bambola trovammo un paio di stampelle. Certo, io rimasi piuttosto delusa, ma il babbo inventò il gioco della felicità. Disse: “Non ci rattristiamo, piccola, cerchiamo di trovare un motivo per essere allegri” e così nacque il gioco della felicità."

Sig.ra Snow: "Non vedo quale felicità possa esserci in un paio di stampelle!"

Pollyanna: "Altroché, la felicità di non doverle usare!

È Pollyanna a far ingenuamente notare al reverendo Ford, il parroco del paese, succube della volontà della zia, che se  la zia Polly controlla tutto è anche vero che “nessuno è padrone di una chiesa”.

Senza volerlo, Pollyanna convince ancor di più il reverendo sulla validità di questa affermazione quando si reca a casa sua per consegnargli un biglietto di Polly, la quale usa consigliarlo sul contenuto del sermone della domenica che dev’essere rigorosamente minaccioso.

Grazie alle innocenti parole di Pollyanna circa i passi gioiosi della Bibbia che si contrappongono a quelli più austeri che la zia sceglie sempre, il reverendo capisce di aver sbagliato tutto nella sua vita da ministro del culto di Harrington e la domenica seguente nella sua predica non parla che di felicità.

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Pollyanna: "E lei è contento di essere pastore? Reverendo Ford: Mh? Se sono contento di... Perché mi domandi una cosa simile? Pollyanna: Perché il suo sguardo, poco fa, mi ha ricordato quello del babbo. Una delle poche volte che lo vidi triste. Volli sapere. Reverendo Ford: E lui che rispose? Pollyanna: Oh, che era molto orgoglioso di servire Dio ma che certe volte si rammaricava di non riuscire a comunicare coi suoi fedeli. Reverendo Ford: Non è una novità. Credo che ogni ministro dell'Onnipotente provi spesso la stessa amarezza. Pollyanna: È probabile. Reverendo Ford: E dimmi, tuo padre riuscì a risolvere il problema? Pollyanna: Be', lesse qualcosa un giorno che gli fu di grande aiuto. Reverendo Ford: Nella Bibbia? Pollyanna: No, una cosa qualunque letta chissà dove. La fece incidere qui, su questo medaglione. È il solo ricordo di lui. [Prova a leggere] «Quando vai in cerca del... male»... mi fa venire gli occhi storti! Reverendo Ford: Posso? [Pollyanna annuisce] «Quando vai in cerca del male nel genere umano aspettandoti di trovarcelo, senza meno lo troverai. Abramo Lincoln.» Pollyanna: Era un presidente. Reverendo Ford: Sì. Sì-sì, lo so. Ma non avevo mai udito queste parole. Pollyanna: Nemmeno il babbo. In ogni modo, disse che gli davano da riflettere e che da quel giorno avrebbe cercato solo il bene nel suo prossimo. Fu così che tutti e due cominciammo a cercare i passi della Bibbia. Reverendo Ford: Che passi? Pollyanna: Sì, quelli che il babbo chiamava "i passi della felicità". Insomma i più allegri, come "gridate di gioia", o "gioite nel Signore", cose del genere. Ce ne sono più di ottocento nella Bibbia, lo sapeva lei? Reverendo Ford: No, confesso di no. Pollyanna: Si può scegliere. Tanto che il babbo diceva: "Se il buon Dio si è preso il disturbo di dirci ottocento volte di essere lieti, è ovvio che voleva proprio che lo fossimo!".

L’irrefrenabile Pollyanna continua a contagiare il paese intero con il suo gioco, finchè un giorno pur  di andare ad una festa, negatale dalla zia, scivola dalla finestra e finisce gravemente ferita , il che le impedisce l’uso delle gambe.

A questo punto cade in depressione e nemmeno il suo gioco della felicità, che la rendeva tanto felice, riesce più a farle tornare il sorriso.

Ed è in questo momento che l’amore che ha sparso le ritorna indietro, perché tutto il paese, appresa la notizia della sua malattia, si reca in massa a casa per rincuorarla e per dimostrarle l’amore che provano per lei.

Pollyanna riprende così la gioia di vivere che lei stessa ha insegnato agli altri e questo può permetterle di abbandonare fiduciosa Harrington, insieme a sua zia, per cercare di operarsi a Baltimora.

L’incidente ha ammorbidito il cuore della zia Polly che diventa così affettuosa e capisce che quella bambina era arrivata per cambiare la sua vita, dandole la capacità di amare di nuovo.

Il film, intriso di buoni propositi e sani sentimenti, è una perla di saggezza, un modo, quindi, per farci riscoprire la purezza della vita attraverso l’ingenuità di una bambina.

A prima vista, molti penseranno che sia un film per bambini , essendo stato prodotto da Walt Disney, e potrà apparire smielato e tremendamente lacrimoso, ma in realtà è un film per tutti, per adulti e bambini, come lo sono tutti i film e i cartoni animati di Walt Disney, il quale ha proprio affermato di fare i suoi film per tutti, perché anche gli adulti sono bambini dentro e tutti hanno bisogno di sognare.

L’innocenza dei bambini racchiude tanta verità che quando si è grandi, spesso e volentieri viene offuscata dalla cattiveria, dalla vanità, dall’arroganza, dalla presunzione diventando così indifferenti e incuranti di guardare l’altro.

Ma la giovane Pollyanna, interpretata dall’attrice Hayley Mills, la quale per questo film, ricevette un Oscar speciale, l’Oscar giovanile, che fu assegnato quell’anno solo per lei, riesce in tutto questo e viene scelta da Walt Disney per altri film, come “Il cowboy con il velo da sposa”.

Il resto del cast è altrettanto eccellente a partire dalla zia Polly interpretata da Jane Wyman, per finire con il grande Karl Malden, che interpreta il reverendo Ford e Agnes Moorehead, che interpreta magistralmente l’ipocondriaca signora Snow.

Un film da vedere, che fa riflettere e che è adatto ad un pubblico di bambini e di adulti, per chi ama la magia di Walt Disney.


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Personaggi e interpreti

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Un film di David Swift. Con Adolphe MenjouKarl MaldenJane WymanHayley Mills 
Titolo originale: Pollyanna.

Genere: Avventura, durata 134' min. - USA 1960

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Ultima modifica ilSabato, 20 Giugno 2015 00:31
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