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La Veracità

Mi è accaduto di ascoltare genitori o educatori preoccupati di fronte a bambini che dicono bugie, raccontando episodi non accaduti o negando di aver fatto qualcosa.

Talvolta non è stato facile spiegare quante cose possono celarsi dietro questi atteggiamenti: (dalla tendenza a fantasticare e ad arricchire gli eventi, al bisogno di attirare l’attenzione, alla paura); e far comprendere come non tutto ciò che non è vero sia per il bambino bugia nel senso che noi diamo a questa parola, volontaria e intenzionale falsificazione della realtà, diretta ad uno scopo. Ma sempre mi veniva da chiedermi quanto quegli stessi adulti sentissero come problema per loro l’amore per la verità, la volontà che la verità debba essere conosciuta e accettata. Quanto cioè fossero preoccupati per la propria veracità.

Tocchiamo qui uno degli aspetti cruciali del nostro tempo: il sentimento della verità si è indebolito fino a diventare evanescente; ci siamo drammaticamente abituati alla menzogna. Da un lato è diffusa l’idea che non ha senso parlare di una verità vera per tutti: da qui una estrema frammentazione (ciascuno ha la sua verità, sono quindi possibili solo opinioni, che in ultima analisi sono buone soltanto per chi le formula). La realtà è valutata in base all’emozione del momento (mi piace, non mi piace; ne ho voglia, non ne ho voglia). Ogni proposta totalizzante, ogni affermazione che faccia appello alla verità viene avvertita con fastidio, come pretesa inconcepibile, vero e proprio attentato alla libertà. D’altro canto, in settori sempre più vasti dell’esistenza domina una comunicazione che non ha come scopo dire la verità (anche solo nel senso di fornire informazioni corrette ed esaurienti) bensì persuadere, cioè indurre certi comportamenti (sovente di consumo o di consenso): e per questo scopo ogni mezzo è lecito. Tutti ne abbiamo qualche consapevolezza; quando ascoltiamo o leggiamo, sappiamo che molto non è vero ... Ma come tutto questo incide sul nostro rapporto con la verità?

Cos’è dunque la veracità come virtù? Veracità significa dire la verità, non ridurla né alterarla; significa pure fare la verità, poiché si può mentire anche con le azioni, con i gesti; e questo non solo qualche volta, ma in modo che ne emerga un atteggiamento costante. Tutto il nostro essere si fonda sulla verità; i rapporti degli uomini tra loro e la vita della comunità umana si fondano sul rispetto della verità, sulla lealtà che rende possibile la fiducia. Solo la verità crea nell’uomo, nel suo essere e nel suo agire, solidità e fermezza.

La veracità ha alcuni elementi costitutivi: il riguardo per l’altro (conosciamo tutti persone che usano la verità come una clava!); il coraggio di parlare anche quando è difficile (spesso si indebolisce la verità per timidezza o si manifesta identità di vedute dove non esiste); esperienza della vita e della sua complessità (chi semplifica troppo, spesso crede di esprimere la verità e invece reca violenza). Le nostre relazioni hanno gradi di profondità e di importanza molto diversi. Quanto più esse coinvolgono la persona nella sua identità e intimità (amicizia, amore, famiglia, lavoro), tanto più, per crescere ed essere feconde, hanno bisogno della verità dell’uno verso l’altro, altrimenti si disintegrano. Ogni menzogna distrugge la comunione fra gli uomini. In modo eloquente San Paolo parla di «vivere secondo la verità (si può tradurre fare la verità) nella carità»: affinché la verità sia viva, dev’essere vissuta nell’amore.

«Ogni virtù va, oltre l’uomo, fino a Dio», afferma Guardini. «Cos’è in ultima analisi la verità? E’ il modo con cui Dio è Dio e sa di sé. L’ordine dell’uomo alla verità è ordine a Dio. Chi mente si ribella a Dio e tradisce la radice significativa dell’essere». Il bisogno di verità, la passione per la verità è dunque un aspetto del nostro essere immagine di Lui.

Nel mondo la verità è debole: basta poco per oscurarla, possiamo continuamente ferirla. Ma ci sarà un’ora in cui «Dio farà sì che la verità acquisisca tanta potenza quanto essa è vera, e questo sarà il Giudizio». Allora ogni menzogna, per quanto fosse ben intenzionata, intelligente, brillante, sarà svelata per ciò che è: un’illusione, un niente.

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Ultima modifica ilDomenica, 29 Dicembre 2013 23:43
Sr. Giovanna Cereti

Clarissa di Forlì; 20 anni di lavoro come psicologa e psicoterapeuta + attività varie di insegnamento, tra cui quella all'ISSR di Forlì; dal 2000 in monastero, dove ha fatto la professione solenne nel 2008




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