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"Grazie amigo"

Voglio raccontarvi oggi di un episodio accadutomi poco più di un mese fa, durante una mattina come tante. Ero arrivato prima al lavoro (come spesso mi capita quando inizio alle 10.30).

Essendo naturalmente mattiniero, uscii alla buon’ora e arrivai 35 minuti prima nei pressi della scuola dove avrei dovuto iniziare a prestare servizio. Trovai una bella panchina al sole, che amo, soprattutto nelle stagioni intermedie, quando non è soffocante e almeno personalmente, mi trasmette energia e positività.

Quei miei attimi di quiete furono interrotti dalla presenza di una sagoma che mi fece improvvisamente ombra, inducendomi ad alzare lo sguardo; aprii i miei occhi semichiusi e vidi un uomo scuro e sorridente che proferì la classica inconfondibile parola: “amigo”. Aveva dei calzini tra le mani e una sacca piuttosto ingombrante che portava a tracollo. Voleva che io acquistassi qualcosa; era molto sudato e visibilmente affaticato.

Non posso nascondervi che non di rado ignoro questa categoria, spesso impopolare e invisa alla gente per la loro insistenza e capacità di materializzarsi proprio quando si va di fretta, ma quel giorno lo accolsi e contrattando sul prezzo pattuito di 5 euro di 3 paia di calzini inclusi anche una colazione da offrirgli.

Sono frequenti le mie pantomime con questi extracomunitari in cerca di acquirenti di “intimo”; la realtà è che mi fanno una gran pena e tenerezza, ma se dovessi dargli qualcosa ogni qual volta me lo chiedano, (considerata la mia posizione economica non floridissima) andrei fallito.

Frequentando il centro città quasi tutta la città per motivi di lavoro, dalle 10 alle 15 volte, c’è qualcuno voglioso di rifilarmi qualcosa. Quando li vedo approssimarsi, sfodero il mio cellulare e fingo una serrata conversazione dissuadendone le intenzioni.

Ho adottato questo metodo, poiché conoscendo la mia indole, dirgli di no mi ferirebbe davvero tanto; qualche volta acquisto o offro, ma non sempre.

Quel giorno, un po perché colto di sorpresa, un po per simpatia che mi trasmise il viso di quest’omone senegalese, decisi di offrirgli anche la colazione. Facemmo un tratto di strada insieme fino al bar e gli chiesi di lui, della sua vita, realizzando che nelle sua terra, la realtà era difficile e non aveva avuto grandi scelte, se non quella di trasferirsi, per provare a sfamare una famiglia numerosa e amata.

Storie di tutti i giorni: racconti marginali, per noi figli del benessere e del surplus; appendici trascurabili e anche un po snervanti, quando presi dai nostri guai, incappiamo in una di queste scure creature infaticabili, non comprendendo quanto i nostri crucci siano ben poca cosa rispetto ai loro.

La facile retorica la lasciamo a qualcun altro poiché non mi è mai piaciuta, ma la dignità di un essere umano va elogiata quando si manifesta in tutta la sua bellezza, e ciò stava quella mattina per accadere.

Dopo l’amabile chiacchierata e la colazione consumata in quel bar, congedandomi, tirai fuori altri 5 euro poiché sentivo in cuor mio che quel giovane li meritava: lui li guardò con un po di meraviglia dopo di ché mi porse altri 3 paia di calzini; bloccai la sua mano con un mezzo sorriso, facendogli intendere che non volevo nulla in cambio, ma rimasi allibito dalla sua reazione e dalle sue parole: “colazione accetto, ma questo no grazie, prendo i soldi per quello che vendo”.

Benché insistetti, fu poi lui a fermare la mia mano, con fare sereno ma fermo; mi salutò con un: “grazie amigo” e si dissolse fra le agitate viuzze di quell’affollato quartiere.

Riflettei a lungo su quel gesto da imprimere a mio avviso nelle menti e nelle coscienze di molti benestanti e agiati uomini del nostro tempo, che la splendida e straordinaria dignità di quel “poveraccio”, non l’hanno mai posseduta, neanche per un istante.

La cosa bella e meravigliosamente preziosa, è che si può essere “uomini” non avendo nulla, e mediocri individui, con ai piedi il mondo intero.

Quanta vita in piccoli frammenti, in ordinarie schegge di routine quotidiana, che celano piccoli grandi inesplorati spicchi di cielo, fotografie sfocate ma dall’essenza inestimabile.

Grazie Signore di donare la possibilità agli uomini di leggere tra pagine sgualcite e impolverate della vita, banali e miracolosi racconti come questi.

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Ultima modifica ilMartedì, 15 Luglio 2014 09:17



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